La gratitudine

Grazie alla cipolla per la trasformazione.

A Parsifal perché essere maschi è bello.
A Giorgio Gaber (scik) per l’inizio e il rigore.
Grazie a Sandro Lombardi per Cleopatràs,
A Carmelo Bele per l’amore.
A Carmelo Bene per Pinocchio.
A Carmelo Bene per tutto il resto.

Grazie a Fabrizio De Andrè per quella risposta,
E ad Ornella Vanoni per quel bacio.

Grazie a Enzo Jannacci perché il fiume scorre impetuoso
E lui, immerso, tranquillo
Non prova nemmeno a nuotare.
Ai monaci certosini
Perche neanche loro provano a nuotare.

Grazie al verde incolto
E ancor di più grazie ai sensi,
Per il piacere, e non solo.

Grazie alla morbidezza delle donne quando fanno l’amore.
E ai loro muscoli quando lottano nell’amore,
Prima di lasciarsi prendere.

All’aquila reale perché vola alto tra lo spirito.
E a Paolo Villaggio perché fa l’Ombra e si diverte tanto.

Grazie a Renzo Arbore per la goliardia.
Ad Alessandro Bergonzoni per il salto nel vuoto.
A Carl Gustav Jung perché il Sacro c’entra.
E ad Andrea Soffiantini per il factum – est.
Grazie a Giovanni Testori per i lamenti,
E a Beppe Barra per il teatro-canzone.
Grazie a Franco Palmieri per la regia del puro folle
E a Luigi Giussani per essersi speso.
A Collodi per ri-vi-vi-sci.
A Giovanni Lindo Ferretti per la scelta.
A Domenico Modugno per la libertà.
A Flavio Bucci per Ligabue.
A Lucio Dalla che il dolore diventa arte.

Grazie a Rino Silveri e Piero Mazzarella
Perché serve aver da dire, non recitare.
Grazie a Paolo Conte
Perché serve aver da dire, non cantare.
Grazie a Giorgio Albertazzi per come recita.
A Frank Sinatra per come canta.

Al cachemere sulle spalle,
E al profumo del legno bagnato.
Grazie all’acqua che scorre.
E agli alberi tutti.
Meravigliosi gli alberi.

Grazie ai corpi.
Tutti Sacri.

Alla bellezza delle ossa.
Alla bellezza dei gomiti.
Grazie alle schiene femmine.
Al tantra per tutto quel fuoco nel sesso.
Al tantra per il Silenzio nel sesso.
Grazie all’intimità
Al camino acceso
Al calore.
Al cuore morbido.

Grazie ai maschi che fanno i maschi
E ai padri che fanno i padri, comunque.

A Carla Fracci perché libellula.
A Rudolf Nurajev per l’alto tradimento.
A Daio Manfredini per i miei finocchi.
A Krysztof Kieslowsky per il dramma.
A Charles Azanavour per l’istrione.

E ancora grazie
A Marcello Mastroianni
Perché ha sempre detto di non essere un palyboy.
A Riccardo Rossi e Nino Frassica perché comici.
A Chet Baker perché mistico.
A Francis Bacon per come guarda.
Ad Astor Piazzolla per il notturno.
Ad Anselm Grum per come dice di Gesù.
A Luciano Pavarotti per il diaframma.
A Zbigniew Preisner perché compone il profondo.

Agli Artisti,
Al cuore grande e leggero e infinito
Degli Artisti.

Alle persone vicine e care,
Qui senza nome
Grazie alla riservatezza.
Agli umiliati.

(Tratto da “Al Padre” di Davide Giandrini, Edizione Raffaelli)

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